Michela Ezekiela Riba
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Michela Ezekiela Riba * Tra Gigantologia e Lolite * Olio su Tela

Biografia
Diplomata al Liceo Artistico di Cuneo si laurea all’Accademia di Belle Arti in pittura seguendo corsi di grandi maestri come Antonio Carena e Marcus Parisini.”Michela Riba espone una serie di lavori che raccontano la sua visione e interpretazione dell’ esistenza e dell’ esistente, la volonta di esprimere quell’ analisi intorno alla propria sensibilità,alle inquietudini quotidiane,alla condizione f…emminile. La Riba affida alle tele l’ essenza di un discorso in cui la raffigurazione si muove dalla pittura al fumetto rivisitato, dall’ introspezione alla poetica dell’ immagine fissata nella memoria come in un fotogramma. Misteriosa e simbolica,la sua donna appartiene a questo nostro tempo quanto mai complesso.”

Angelo Mistrangelo

Difficoltà e insicurezze per le giovani donne di Michela Riba. Le giovani protagoniste del ciclo Lolita, sono angeli e demoni, figure molto diverse che potrebbero rimandare, di volta in volta, a personaggi della storia e della letteratura, come la “gentile” Beatrice, Salomè, la stessa Lolita, oppure delle star del cinema. Michela Riba le descrive fredde ed impassibili, un’imperturbabilità che filtra le loro insicurezze, passioni ed emozioni, omologandole.
Anche le sue “Gigantesse” sono delle metafore, per rappresentare un conflitto interiore, una sfida, nel tentativo di avanzare, a grandi passi. In questa serie ha accentuato il dinamismo delle figure, per conferire maggior movimento, che equivale a non fermarsi, ma anzi, proseguire nella ricerca, rischiare, se necessario, per non permettere a nessuno di infrangere i nostri sogni. Scrive Alda Merini: “Il grado di libertà di un uomo, si misura dalla grandezza dei suoi sogni”. E Michela Riba pensa che la libertà di sognare sia un diritto inalienabile. Interpreta i sogni e le esigenze fondamentali degli esseri umani dell’era tecnologica, che si confrontano con i propri limiti, umani e tecnologici, estendendo il significato del quadro ad una tela parallela che contiene un codice qr.
Sono lavori che sembrano preannunciare nuove svolte, contaminazioni tecnologiche e coloristiche. In Orchi-dea, ha distribuito il colore arancio sulle braccia e sulle mani protese, rinunciando a qualsiasi sfumatura di colore per renderle piatte, come un’ombra. Una scelta, quella del colore, che potrebbe anche essere collegata all’energia, al movimento e alla creatività. Ma anche alla sfera dell’emotività, come elemento che potrebbe potenziare l’autostima, l’autodeterminazione e il senso di indipendenza.

Paolo Infossi

Il Premio speciale della Giuria, con Borsa di studio, è stato assegnato all’ opera di Michela Riba di Vignolo, con la seguente motivazione: “L’artista propone, con un linguaggio pittorico originale, un’icona muliebre dell’estetica contemporanea in equilibrio tra eleganza formale e ricerca psicologica, campiture di colore e profondità”.

Giuria – Premio Matteo Olivero (Ugo Giletta,Giuseppe Biasutti,Fatima Melis,Michele Antonio Fino)

I suoi quadri – tutti oli su tela – colpiscono per l’espressività iperrealistica, per la fusione tra il linguaggio astratto e la rappresentazione figurativa del reale, per i contrasti cromatici, ma soprattutto per l’energica presenza dell’elemento femminile.Per sua stessa dichiarazione, Ezekiela trae ispirazione dai fumetti manga, dall’Art Nouveau, dalla moda e dall’eleganza delle fotografie dei servizi glamour (tra i suoi fotografi preferiti Steven Meisel, Steve Hiett, Aldridge Miles…), con la necessità però di andare oltre il reale.Le sue donne – che si lasciano scrutare statiche e orgogliose – sembrano ostentare un forte temperamento femminile e celare invece una fragile dolcezza. Infatti, soprattutto con gli occhi, esprimono tutta la sensibilità e l’urgenza comunicativa dell’artista, la volontà di trasmettere al pubblico un’emozione forte.

Cristina Pontisso

“La poetica di Riba Michela tematizza la donna, personaggio contemporaneo della natura sfuggente e diversamente angolata; i suoi quadri sono carrellate visive in cui scorrono profili che suscitano domande intorno alla condizione femminile.E’ un linguaggio neopop per quanto concerne la cifra stilistica,arricchita da eleganti soluzioni formali giocate su campiture piatte , mentre il carattere narrativo delle opere,rigoroso con leggerezza, allontana l’artista dall’impostazione originaria della pop art.”

Giovanna Arancio

La ricerca artistica della Riba parte dalla fotografia e si rivolge prevalentemente alla figura umana, prediligendo il corpo femminile con rimandi espliciti al modernismo, alle protagoniste dell’art Nouveau ed in particolare alle linee ritmiche che ricordano Beardsley e Klimt. Donne inavvicinabili dagli sguardi distaccati ed indagatori, donne sconfinatamente granitiche, nella loro superba inoppugnabile fierezza, e donne elegantemente fragili, sotto abiti e veli di perfezione apparente.Ottimista e fiduciosa, forte e determinata. Questa l’apparenza. E le sue donne sono così:lontane ed insensibili, angeli e demoni, caratterizzate da formule stilizzate, abiti che accentuano l’effetto decorativo dell’insieme favorendo una lettura compositiva prevalentemente verticale. Forme circolari e chiuse, apparati legati alla moda, estrapolati dalle riviste glamour, i manichini, le maschere, i neri codini che si diramano in scheletrici alberelli, le mani forti ed aperte-una resa ed un richiamo, le pose da femme fatale… Ricordano “gira la moda” e quei giochi per bambine in cui ci si diverte ad appoggiare sui corpi delle bambole di carta, abiti, cappelli, borsette, in un gioco di travestimento e moda strettamente imparentato con il collage. La malìa sta nella casualità distratta, nell’imperfezione con cui vengono disposti abiti, gioielli spalline e borsette sui corpi. Un po’ staccati, un po’ sciroccati, sbilenchi. I volti impersonali, gli ovali perfetti, i corpi in posa in atteggiamenti voluti e studiati. Come in un gioco per bambine, che fingendo di essere grandi, talvolta si scoprono tali.

Anna Cavallera

Michela, in un mondo sempre più affogato nella Bruttezza, è una delle poche artiste che crede nella forza dirompente e rivoluzionaria del Bello. Così definisce la sua pittura “Il più grande ostacolo alla comprensione di un’ opera d’ arte è quello di voler capire ,capire…bho?! un parolone io noto solo il brutto delle cose… eliminandolo ne rimane il bello” .La bellezza e le dimensioni dei suoi quadri sono stranianti. Come gli Houyhnhnms a Gulliver, ci mostrano la piccolezza di ciò che siamo, ricordando ciò che dovremmo essere.

Alessio Brugnoli

Ezekiela è il nome con cui ha “battezzato” il suo alter ego, la sua parte estrosa, l’artista che è in lei. E’ sotto il suo influsso che, miscelando astratto e figurativo, Michela Riba dà vita alle sue opere dai colori intensi e dall’impronta decisamente glamour.
Il punto forte di questa artista è sicuramente il sapere osare, unito ad un grande senso estetico e all’eleganza con cui interpreta e trasmette la sua poetica; le sue tele rimandano ad un impatto emozionale che lo spettatore non può non cogliere.

Cristina Polenta